venerdì 1 gennaio 2010

Gli uomini invisibili: essi camminano tra noi!


(foto di Maurizio Crispi)

La Mano Nera a Palermo! Oppure si tratta di un segno inquietante della presenza dell 'Uomo Invisibile di wellsiana memoria?
Ma tanto è bastato per scatenare la fantasia di Enzo!

(VC) - Non bisogna stupisi più di tanto, quella che vediamo è certamente la mano guantata dell'uomo invisibile.




E' molto probabile che il nostro “Invisible man” abbia una dermatite da contatto (invisibile) e che abbia quindi deciso di mettere un guanto protettivo, tradendo così la sua presenza altrimenti celata ai più. Da quanto dico se ne deduce che il nostro amico sia totalmente nudo e che sia solito passeggiare per la città così come mamma lo fece.
E' anche abbastanza ovvio che gli uomini invisibili possano concedersi simili libertà soltanto alle latitudini delle regioni del sud per motivi di clima.
La foto lo descrive alla vigilia di un Natale del Sud con un tempo stupendo ed una temperatura di 25 gradi.
Da qualche parte sarà stato certamente descritto un costante flusso migratorio di uomini invisibili dalle regioni del freddo nord alle calde regioni del meridione dove il sole consente a tali creature di girare per la città indisturbate e prive di abiti.
Se fosse attivato, come auspicherei, un apposito sistema di rilevamento a mezzo sonar si capirebbe che uomini e donne invisibili e desnude si aggirano per le città calde, passeggiano per la strada, prendono il tram (non visti evitano di pagare il biglietto), frequentano le chiese, i locali pubblici, vanno al cinematografo. Certamente amano affiancarsi a noi, magari sbirciano il nostro giornale e forse ogni tanto, mentre ci distraiamo, ci rubano qualche pop corn o qualche patatina. Del resto, per non essere smascherati, devono fare subito sparire nella bocca il boccone e quindi possono limitarsi a furtarelli di cibo da poco conto.
Ma non bisogna credere che la vita per un “invisible man or woman” sia tutta rose e fiori.
Infatti, agli uomini invisibili è interdetto il bagno nel mare ove vi siano spiagge sabbiose.
Immaginiamo infatti un uomo invisibile che dopo un bel tuffo tonificante si sdrai sulla sabbia per asciugarsi, avremmo un effetto definito “uomo invisibile infarinato”, ovvero uno strato di sabbia incollato al corpo invisibile che vaga per la spiaggia. In questi casi l'uomo invisibile dovrà raggiungere una doccia con assoluta celerità e tuffarvisi senza alcun mugolio per non farsi smarcherare nonostante l'acqua delle docce sia spesso inspiegabilmente gelida.
Detto ciò credo di prevenire la domanda maliziosa che certamente ci staremo ponendo, ovvero se la condizione di invisibilità, associata alla correlata nudità, crei condizioni atte a favorire il contatto interumano.
Ebbene, amici, non è assolutamente come si potrebbe pensare e quindi niente sorrisini maliziosi! Infatti, neanche gli uomini invisibili sono visibili l'uno con l'altro.
Si dice, al riguardo, che per incontrarsi e - che male c'è in fondo! è una cosa del tutto naturale!  - per unirsi in coppie gli uomini invisibili nel periodo degli amori siano soliti camminare con le braccia aperte così da creare una maggiore area di impatto e quindi una maggiore possibilità di incontro con un altro eventuale uomo o donna o gay o lesbica invisibile ["E chi piglio piglio!", come nelle dark room tanto frequentate dai gay in certi luoghi del mondo]. Quando il contatto avviene e la coppia percepisce a pelle invisibile un invisibile (per noi visibili) feeling ha una assoluta esigenza di non perdere il contatto che non essendo visivo dovrà essere necessariamente tattile ed olfattivo.
Staccarsi può volere dire la fine della storia d'amore per l'impossibilità materiale di reincontrare il/la partner.
Si narra di coppie invisibili che per il timore di perdersi e non più ritrovarsi sono rimaste per cinquanta anni mano nella mano, senza staccarsi un solo secondo.
Noi visibili siamo soliti dire frasi del tipo “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” oppure “non ci vedremo più”, gli uomini invisibili usano dire, invece, frasi del tipo “lontano dal corpo, lontano dal cuore” oppure “noi non ci toccheremo più”.
Quando sono soli gli uomini invisibili amano vestirsi per identificarsi.
Quando si spogliano per fare l'amore gli amanti invisibili sono contenti di sentire il contatto con la pelle dell'altro ma un po' si dispiacciono di non vedere più nulla dell'altro.
Gli innamorati invisibili immaginano il volto dell'altro/a e dicono frasi del tipo “ti immagino come la donna più bella del mondo” oppure “immagino che tu hai un sorriso che conquista”.
Quando un amore finisce piangono lacrime invisibili e dicono frasi del tipo “tu non mi immagini più bella come una volta” oppure “tu immagini un'altra donna”, oppure “ti ho immaginato immaginare un'altra”.
Al culmine della passione amorosa invisibile gli innamorati invisibili sono soliti dire la frase "io non immagino altro che te".

(MC) - Davvero straordinaria questa rappresentazione del mondo degli uomini invisibili. E' chiaro che la prossemica, le distanze interpersonali, i sensi prevalentemente utilizzati in una condizioni di invisibilità che rende invisibili persino ai propri simili altrettanto invisibili, cambiano radicalmente rispetto a tutti quelli che sono "normalmente" visibili...
Molto wellsiana questa rappresentazione, in linea cioè con la creazione letteraria avviata da H. G. Wells, con la sua storia magistrale "L'uomo invisibile" (che, tra l'altro, è stato oggetto di alcune riduzioni cinematografiche).
Enzo se li rappresenta molto simili e, costretti dalla necessità, ad adattare il proprio mondo percettivo e linguistico, dal momento che non possono interagire con gli altri esseri invisibili, se non coprendosi di indumenti e, quindi, di fatto nascondendo la propria invisibilità ai propri simili.
Nel romanzo di anticipazione di H. G. Wells l'uomo invisibile è uno scienzato che decide di usare se stesso come cavia per la realizzazione ultima della sua invenzione (un siero che rende invisibili), senza sapere che, funzionando, opererà in lui una trasformazione irreversibile.
Sarà per sempre invisibile a tutti e potrà manifestarsi nella sua tridimensionalità e fisicità, soltanto se ricopre il suo volto di bende e ha il corpo interamente ricoperto da indumenti.
Pur costretto ad un'inevitabile solitudine, scopre ben presto il grande potere che gli è conferito dall'invisibilità. Può fare dei dispetti agli uomini "normali", da quelli più lievi a quelli più gravi, in una progressiva escalation che lo porta a godere di una sorta di "onnipotenza", dovuta alla percezione dell'immunità di cui continua a godere qualsiasi cosa abbia fatto.
Ed è così che si guasta il suo carattere in un processo irreversibile, sino alla tragica conclusione.
L'invisibilità - con il potere che ne deriva - ha agito sulla sua mente come una sostanza tossica.
Un successivo romanzo dello scrittore Ralph Ellison dallo stesso titolo (quasi: Uomo invisibile), invece, tratta dell'invisibilità sociale del nero d'America.




Qui, il protagonista del romanzo non ha nome: è un giovane come ce ne sono tanti e la sua storia vuole avere un valore esemplare. La sua "invisibilità" è quella di tutti i neri, non soltanto umiliati, sfruttati ed adoperati in questa o quella occasione, ma radicalmente negati nella loro esistenza di uomini. Due sono i poli della storia: il Sud dei campi di cotone, dove i neri vivono ancora nelle baracche del tempo degli schiavi; il Sud che il protagonista, cacciato dal suo collegio, lascerà per cercare fortuna a New York. Qui, dove pure i negri sembrano vivere liberamente a contatto con i bianchi, egli andrà scoprendo una più sottile e crudele solitudine; l'indifferenza, più disumana della solitudine.

Come postilla aggiungerei che l'uomo invisibile è quanto mai attuale. Proprio nel Blob dell'ultimo dell'anno è stato tirato in ballo per qualificare il nostro premier che, dopo l'attentato vile di Tartaglia, si è ridotto all'invisibilità che è progredita di pari passo con un processo di quasi santificazione, dopo l'atto liberatorio del perdono, che nemmeno il santo padre si è sentito in animo di dispensare alla Majoli che lo ha fatto rovinare a terra nell'irruenza di un tentativo di abbraccio.
Il papa non ha fatto alcuna esternazione esplicita relativa all'insano gesto ed è rimasto pienamente visibile ai suoi devoti. Invece, Berlusconi che ha subito ritenuto opportuno pronunciare parole sante di perdono (ma fuori luogo in relazione al contesto) si è reso invisibile e ora aleggia tra noi. Dove sarà?
Rimaniamo in attesa di avvistamenti...

1 commento:

  1. .. caro Enzo ti sbagli! Non è l'uomo invisibile il proprietario del guanto ritrovato ma l'ormai compianto Prof. Otto Roessler caduto in un mini buco-nero creatosi (...o creato volutamente dal CERN di Ginevra? .. non lo sapremo mai!) a Palermo il 30 Dicembre 2009 dove era venuto a rifugiarsi per (... forse a causa delle dichiariazioni rilasciate nei mesi scorsi contro esperimenti del CERN) le ultime festività Natalizie!!
    Per maggiori approfondimenti sull'argomento:
    http://nbtimes.it/scienze/575/cern-fermatevi-parola-di-otto-rossler.html

    Giovannello

    RispondiElimina