venerdì 22 gennaio 2010

Latex, fetish ed altre storie


Guanto di latex e foglie secche...
(foto di Maurizio Crispi)

(AF) - Fra le foglie secche degli alberi spogli in autunno e la brezza della città assonnata… Latex!!!
Ormai questo materiale è da tutte le parti. E’ presente in più prodotti di uso quotidiano, medico, casalingo. Si vedono pubblicità di cerotti, palloni, tettarelle, pneumatci, preservativi, pinne, addirittura slip!!!!
Si ottiene dalla linfa lattea dell'albero della gomma, una pianta tropicale, ma nel processo di lavorazione vengono aggiunti vari additivi!!! Andando costantemente aumentando l'impiego sono aumentate anche dermatiti e allergie da sensibilizzazione dovute al contato con questo materiale.
Se pensiamo che la nostra mania a far diventare obsoleti gli oggetti prima possibile per avere motivi (validi o non ) per giustificare sostituzioni anche di prodotti ben funzionanti, sta provocando un disastro ecologico di immense proporzioni forse dovremmo riflettere sul nostro usa e getta!!!
Prima o poi rischi, Maurizio, nel tuo peregrinare fotografando, di trovare un vestito di latex e borchie per feste fetish… :-)))

(MC) - Una volta ho raccolto da terra un elefantino di peluche. Era piccolo piccolo: stava confortevolmente nel palmo della mia mano chiusa a pugno.L'ho portato a casa, l'ho lavato e strigliato ben bene e l'ho messo ad asciugare. Quindi l'ho mandato per posta ad una mia amica, accompagnandolo con una lettera che era, a tutti gli effetti, una richiesta di adozione a distanza da parte di un elefantino smarrito e trovatello. Il plico arrivò a destinazione, ma purtroppo aperto e depredato proprio del povero elefantino del quale da quel momento si sono perse le tracce. Chi sa adesso su quali sentieri del mondo starà girovagando, tutto solo e ramingo? Questa storia l'ho raccontata per arrivare al punto cruciale: dopo averlo raccolto e maneggiato, tempo due giorni, fui invaso da un prurito irrefrenabile in ogni parte del corpo, ma quello più penoso era nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi. Passavo ogni notte, per quasi quindici giorni, a grattarmi irrefrenabilmente, insonne. E più mi grattavo più il prurito arrivava a vertici di insostenibilità. Cominciai a fantasticare che quell'elefantino fosse stato abbandonato a bella posta da qualche scienzato folle, dopo averlo intriso di batteri e virus da testare come armi biologiche (avevo letto poco tempo prima un medical thriller proprio incentrato su questo argomento)...
Con il collega medico che consultai giungemmo alla conclusione che, probabilmente, si era trattato di un'infezione virale di tipo neurale, in forma blanda, partendo dall'osservazione che non vi erano i segni tipici (a livello locale) delle manifestazioni di tipo allergico, insomma una neuropatia diffusa di tipo virale.
Poi, a poco a poco, la sintomatolagia si ridusse fino a scomparire del tutto. Ora non vorrei sbagliarmi ma cominciai a prendere anche del cortisone, dopo aver tentato, ma invano di lenire i sintomi, con gli antistaminici...
Ma il ricordo di quei giorni mi è rimasto indelebile...
Siccome, però, il lupo perde il pelo ma non il vizio, io continuai a raccogliere tutte quelle cose abbandonate per strada (decenti) che attraessero la mia attenzione, avendo l'accortezza di maneggiarle - prima del rituale (ed obbligatorio) lavaggio - con una certa cautela...
Ancora non mi è capitato di imbattermi in un abito di latex con borchie sadomaso, ma non dispero, sono certo che prima o poi anche questo incontro si avvererà...
Una pura curiosità: quel guanto di latex della foto, l'ho ritratto a nemmeno dieci metri di distanza dal punto in cui quasi tre anni fa avvenne il rinvenimento dell'elefantino di peluche...Forse quel guanto è stato abbandonato dallo stesso scienzato pazzo o dall'ecoterrorista che ha lasciato in giro altri personaggi di peluche contaminati con germi letali... Tremo solo al pensiero che ciò possa accadere come in alcune delle storie Robin Cook...

(VC) - Concordo sul fatto che viviamo in una società dei consumi che produce scorie di ogni genere.
Non rimane nulla, niente viene riutilizzato, ogni prodotto e forse anche ogni idea o emozione è ormai un prodotto “usa e getta”.
Siamo sommersi di rifiuti, di vuoti a perdere. Conservare, riparare, riutilizzare sono termini che descrivono un approccio alle cose ed a noi stessi che risulta certamente desueto, anacronistico.
L'avvento del “latex” in questo percorso involutivo ha certamente contribuito ad accelerare l'attuale, inquietante deriva verso il disastro ecologico che vividamente viene descritto da Alice.
Ricordo ancora quando, parecchio tempo fa, prima dell'avvento dell'era latex, l'attrezzatura da festa fetish era prodotta in materiali che ne consentivano il riutilizzo, bastava avere soltanto un po' di cura della costosa attrezzatura. Eravamo giovani, non c'era la disponibilità economica che ostentano oggi i nostri ragazzii ed i nostri genitori ci avevano educati ad avere cura delle nostre cose. Ricordo con quanta attenzione ci lustravamo e pulivamo le borchie e le nostre tutine fetish, altro che gettarle via dopo la prima orgia. Le davamo alle nostre mamme che con amore e pazienza le lavavano e le stendevano con il resto del bucato, insieme ai mutandoni del nonno. Che bello, che buono quell'odore di fresco e di pulito tipico della tutina fetish appena lavata. E poi che spettacolo vedere tutte queste tutine stese al mattino ad asciugare.
Quanto amore nelle nostre mamme che si prendevano cura della nostra attrezzatura per il sesso strano ed estremo!
Ed ora, invece, ora tutto è consumo, ostentazione, precarietà, volatilità.
Tutto ciò non fa altro che produrre tonnellate di rifiuti facendo arricchire dermatologi ed ecomafie.
Le nostre discariche sono letteralmente sommerse di prodotti in latex, di tutine fetish per nulla biodegradabili che si decomporranno, bene che vada, tra mille anni.
Certo, sarebbe meglio non produrre tutti questi rifiuti ed imparare a riutilizzare i nostri oggetti di piacere, siano essi preservativi, borchie, tutine fetish, ma anche frustini, catenine, cerottini tappabocca ed altri accessori per l'approccio sado-maso (vi ricordate le fascette tappabocca di una volta, quelle in materiale traspirante e lavabile che consentivano la respirazione della “vittima” e le avete confrontate con quelle plastificate di oggi, da gettare dopo il primo rantolo?), però, visto che realisticamente sembra che tale percorso non sia più possibile sarebbe almeno auspicabile l'adozione di moderni piani di smaltimento dei rifiuti. Urge attivare una moderna e civile raccolta differenziata per il reciclaggio dei prodotti dell'umana passione che non si limiti alle tipologie dei materiali che siamo abituati a selezionare.
Andrebbe predisposto un moderno piano rifiuti che preveda cassonetti per le più consuete, varie tipologie: carta, organici, vetro, plastica e... last but not least, preservativi, latex, tutine fetish...

(MC) - Quello di Enzo è davvero un lirico amrcord del buon tempo andato di come eravamo fetish sotto l'occhio benevolo e condiscendente delle nostre mamme... Invece oggi che tutto è "disposable", occorrerebbe predisporre dei siti per la raccolta differenziata riservati ad un'utenza esclusivamente adulta e, dunque, vietatissimi ai minori. Ma, certamente, attivando simili siti, occorrerebbe predisporre una sorveglianza a protezione dai riciclatori che sarebbero attratti dai preziosi trofei da arraffare per immetterli nel mercato amatoriale degli appassionati di  feticismo e di altre pratiche sessuali estreme. Immaginate quale effetto devastante per la gioia di simili personaggi potrebbe avere il preservativo termo-vibrante usato da Maradona subito prima di essere colto da uno dei suoi celebri infarti! Altro che orecchino battuto all'asta per la modica somma di 25.000 sterline! Quindi, auspico per questi centri di raccolta differenziata una speciale sorveglianza armata, con tanto di ammennicoli "tematici": guardie in divisa da SS, feroci cani al guinzaglio, torrette di guardia, filo spinato elettrificato ad alto voltaggio. E il gioco sarebbe fatto!
Magari, uno dei prossimi giorni il nostro egregio Ministro Brunetto da Montalcino si sveglierà con questa idea innovativa per la testa, abbinando a questo progetto altre sue lodevoli iniziative per modernizzare la nostra società... 
Infatti, per l'attuazione d'un simile scenario occorrrerà molto personale bene addestrato: uno sbocco di lavoro ideale per docenti scolastici ed universitari rimasti senza impiego e una collocazione altrettanto buona per diciottenni pronti a migrare fuori casa al raggiungimento della maggiore età per evitare di essere marchiati a fuoco con l'infame appellattivo di "bamboccione" e di quindicenni altrettanto vogliosi di abbandonare precocemente la scuola per essere immessi in un percorso lavorativo alternativo ed equivalente all'istruzione scolastica.
E così saremo tutti contenti e felici...
Il futuro lavorativo dei nostri figli sarà pienamente garantito e noi potremo dormire sonni tranquilli...

Nessun commento:

Posta un commento